Martedì, 10 Aprile, 2018

La Business Intelligence? Definirla non è così semplice. Oggi la definizione più usata la accomuna ad un processo di trasformazione di dati in informazioni, vale a dire in conoscenza. Vista da fuori, parliamo di una metodologia che permette di vedere ciò che è nascosto.

Cambiando l’angolo visuale, potremmo invece definire la Business Intelligence come il modo per ottenere una visione chiara di un dato scenario, del quale ne favorisce la comprensione strategica.

Quante cose che può dunque essere la cosiddetta BI, e potremmo ancora sbizzarrirci ed aggiungerne altre. Ma in fondo la Business Intelligence è proprio questo. Cioè la capacità di vedere e ottenere tanti e diversi dettagli informativi e risposte, ciascuno rispetto a specifici obiettivi e quesiti, operando intelligentemente sullo stesso insieme di dati a nostra disposizione.

In sintesi, come trasformare un dato, piatto e apparentemente finito, in intelligenza a valore aggiunto.

Facendo un salto indietro nel tempo, il termine “business intelligence” nasce nel 1958 ad opera di Hans Peter Luhn, ricercatore e inventore tedesco che all’epoca lavorava per IBM.

Nel tempo con il termine Business Intelligence ci si è riferiti ad un insieme di elementi sempre più ampio, abbracciando attività, sistemi informativi aziendali e tecnologie informatiche finalizzate a supportare ed automatizzare processi di misurazione, controllo e analisi dei risultati e delle performance aziendali. Questi ultimi includono procedure di reporting direzionale e di visualizzazione grafica di varia natura in cruscotti più o meno dinamici. Inoltre rientrano nell’ambito della BI le diverse tipologie di sistemi di previsione, predizione, simulazione a supporto dei processi decisionali aziendali.

In che modo si abilita la BI?

Acquisendo, combinando ed associando masse di dati presenti su database o anche archivi destrutturati, e producendo report, statistiche, indicatori e grafici, costantemente aggiornati e facilmente adattabili alle esigenze dell’utente, il quale può impostare in autonomia le modalità di visualizzazione che gli consentono di ottenere le informazioni desiderate senza dover richiedere l’intervento di un amministratore di sistema.

In tutto questo, ovviamente, il tipo di software utilizzato può fare la differenza.

Chi fruisce della BI?

Da sempre le informazioni vengono raccolte per dare risposte alle direzioni ed al controllo di gestione. Questo scenario è via via mutato. Oggi i dati e le informazioni servono a tutti i livelli aziendali. Misurare, comprendere e prendere decisioni è una necessità per tutti gli operatori di quelle aziende impegnate nel massimizzare la qualità e la contribuzione dei propri processi di business. La BI può quindi essere usata dalle diverse funzioni aziendali per ottenere analisi a differenti livelli di dettaglio e gerarchico.

Ad oggi, nell’era della Trasformazione Digitale, l’evoluzione del termine Business Intelligence va associato in modo centrale all’innovazione tecnologica digitale, dalla quale ne è caratterizzata pienamente ed in senso bi-modale: la incorpora strutturalmente e la intercetta.

Non per niente si parla sempre più diffusamente della strategicità di fattori come Analytics, Mobile e Cloud.

A questi e all’importanza della BI nell’interazione col nuovo modo di fare business - Social, Big Data, Machine Learning, IoT, Artificial Intelligence - dedicheremo una parte importante dei prossimi approfondimenti divulgativi di Real-Time.

Stay tuned.

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